
La tecnica tradizionale del Kintsugi
La tecnica tradizionale del Kintsugi è particolarmente complessa e consta di tutta una serie di passaggi lunghi e laboriosi. Non sono molti i maestri artigiani che ancora la praticano ma per comprendere fino in fondo la filosofia che si cela dietro quest’arte, è utile conoscerne le fasi.
Prima di tutto, la lacca urushi – materiale insostituibile nella tradizione – si ottiene da una resina che viene estratta dalle piante autoctone nel periodo che va da maggio a novembre, grazie a piccoli tagli sulla corteccia. Da ogni pianta se ne ricavano all’incirca 200 grammi. Una volta pronta, la lacca è mescolata con farina (di riso o di grano): ne deriva una sostanza adesiva che dovrà riposare per una settimana in un ambiente caldo – umido prima di raggiungere la giusta tenuta.
Dopo la prima fase di incollaggio, le crepe vengono stuccate carteggiate e l’oggetto lasciato a riposare per un’altra settimana. Questo processo può ripetersi per tutte le volte necessarie a rendere l’oggetto perfetto, allungando notevolmente i tempi di lavorazione.
Le linee di rottura vengono dunque impermeabilizzate, e la polvere d’oro o d’argento fatta aderire con un ulteriore passaggio di lacca.
Infine la polvere d’oro è lucidata con cotone di seta o con una sorta di pietra d’agata.
Un’altra settimana di riposo, sempre in ambiente caldo – umido, e l’oggetto è finalmente pronto per essere riutilizzato.

La tecnica moderna del Kintsugi è un metodo di riparazione la cui pratica si differenzia da persona a persona.
La difficoltà nel reperire la lacca urushi fuori dai paesi produttori e il costo elevato di questa resina naturale hanno determinato la diffusione, da circa dieci anni a questa parte in occidente, del Kintsugi moderno.
Mentre nel Kintsugi tradizionale è l’utilizzo della lacca urushi (non l’oro), l’elemento che fa la differenza e aggiunge preziosità all’oggetto, nel Kintsugi moderno sono la capacità creativa e l’originalità di chi lo pratica che determinano il valore dell’oggetto riparato.
Per questo motivo riteniamo molto importante, dopo aver assimilato bene la tecnica di base, procedere nel Kintsugi moderno ascoltando la propria parte creativa, elemento che permetterà a ciascuno di trovare uno stile personale.
Sebbene originariamente ignorato come forma d’arte ma considerato soltanto come raffinata tecnica di riparazione delle ceramiche, il Kintsugi sia tradizionale che moderno, è ritenuto attualmente anche un atto artistico che necessita talento, dedizione e cura, utilizzato da numerosi artisti contemporanei che lo applicano nella realizzazione delle loro opere, non soltanto su materiale ceramico.


L’associazione Culturale “Lospaziod’Arte oltre a organizzare eventi espositivi, crea occasioni Culturali per approfondire aspetti che riguardano sempre l’Arte nelle sue differenti sfaccettature.
Da tempo organizziamo corsi per raccontare come l’Occidente può avvicinarsi all’Oriente attraverso filosofie e tecniche di restauro come nel caso del Giappone e del KINTSUGI antica Arte che abbiamo ereditato nel corso dell’ultimo decennio.
LACCA URUSHI
L’urushi è una delle forme d’arte tradizionali più antiche e pregiate del Giappone.
L’Urushi è la lacca giapponese più pregiata di tutto l’oriente.
La caratteristica della lacca urushi è che è totalmente autoctona.
In Giappone, il termine urushi viene usato per indicare la lacca estratta dalla pianta omonima che cresce soltanto in Giappone.
Urushi è la linfa elaborata dalla pianta omonima [Rhus verniciflua] da cui si ricava la lacca pregiata universalmente conosciuta con lo stesso nome.
Inizialmente questa linfa era utilizzata, per le sua qualità adesive, nella realizzazione di armi da guerra e da caccia. Successivamente sono emerse altre caratteristiche, come il fatto che gli oggetti trattati, oltre alla bellezza, guadagnavano in robustezza e impermeabilità.
L’Urushi è molto resistente agli acidi, alcali ed alcool. Inoltre, resiste a quasi 300 gradi centigradi di calore.


Dopo la raccolta la lacca viene fatta maturare per dodici mesi. La successiva esposizione all’aria e a precise temperature crea ottime condizioni per l’attività enzimatica e per l’inizio dell’ossidazione dei componenti dell’urushiol. A questo punto del trattamento avviene una riduzione dell’acqua contenuta e la rimanente forma delle goccioline molto piccole all’interno dell’emulsione.
Non appena il contenuto d’acqua in gocce dal 30% passa al 10% si formano polisaccaridi insolubili in acqua. A questo punto si crea un’emulsione di acqua in olio e, quando il contenuto d’acqua raggiunge il 3%, questi complessi si dissociano incrementando la viscosità della lacca.
Se lasciata allo stato grezzo la lacca maturata rimarrebbe con un alto contenuto d’acqua ed i polisaccaridi tenderebbero a formare grandi globuli dentro alla matrice naturale. Sottoporre la lacca grezza ad un preciso trattamento favorisce il processo di reticolazione sulle catene laterali.
Sono necessari almeno due mesi per creare un processo di completo indurimento. Anche quando la lacca è considerata indurita le reazioni nel film avvengono ancora per molto tempo finché i siti reattivi sono presenti.
In un ambiente con umidità inferiore al 50% la lacca non può diventare rigida. Anche l’effetto della temperatura è significativo in quanto il suo aumento favorisce l’indurimento della lacca.
Il processo di reticolazione ha un’eccellente stabilità chimica e meccanica ed è insolubile in solventi. Come il grado di reticolazione aumenta il materiale diventa più rigido, riducendo la solubilità e incrementando la temperatura di transizione vetrosa.
Grazie alla sua stabilità, oggetti laccati di 6000-5000 anni sono sopravvissuti fino ad oggi.